Pagare il tempo trascorso e non le consumazioni: la nuova concezione innovativa di bar

Pubblicato da Gabriella Avallone nella categoria Idee nuove il 02/07/2018ultimo aggiornamento il 02/07/2018

“Il tempo è denaro” non è più solo un detto, perché idee di impresa giovanili, come quella dello “Ziferblat” fondano su di esso un intero business.

Pagare il tempo trascorso e non le consumazioni: la nuova concezione innovativa di bar

Oggi parliamo di un’idea innovativa nata da un gruppo di amici che ha trovato il giusto “tempo” per fare del business e rispondere ad un’esigenza: trascorrere del tempo all’interno dei bar senza preoccuparsi delle occhiatacce dei camerieri che invogliano a  consumare un altro drink per poter restare. All’interno di questa nuova tipologia di bar è possibile consumare tutto ciò che si vuole in maniera del tutto gratuita, quello che si pagherà infatti sarà esclusivamente il tempo trascorso occupando un posto all’interno del locale.

 

Dove nasce l’idea:

Questa idea parte dalla Russia e punta ad arrivare in tutto il mondo. Per la prima volta sarà possibile non pagare più le consumazioni ma il tempo trascorso all’interno del bar, uno spazio pubblico aperto a tutti, dove è possibile lavorare, consumare bibite e mangiare.

Il progetto innovativo parte da Ivan Mitin, un giovane imprenditore russo di 29 anni, che ha lanciato il primo “Ziferblat” a Mosca e da allora ne ha replicato il format in 5 Paesi con 14 bar. Tra i “bar a tempo” esistenti oggi anche in Italia, a Roma e Milano. Le tariffe variano secondo la  zona, a Londra, ad esempio, il costo è di 3 sterline all’ora (circa 3,40 euro).

 

Il concept:

Gli Ziferblat offrono wi-fi, giornali, giochi da tavolo, spesso strumenti musicali e librerie, oltre che sedie, tavoli e comodi divani. Questa parola russa significa quadrante, perché, una volta entrati nel bar, sarà consegnata ad ogni cliente una sveglia per conteggiare la durata della permanenza, oggetto che poi sarà riconsegnato prima di andar via pagando il conto dei minuti in cassa.

Solitamente è possibile anche organizzare meeting, fare coworking, mostre d’arte ed eventi. Oltre ai menù, gli ospiti possono portarsi il cibo da casa o andare in cucina e prepararsi uno snack. Il personale inoltre è ospitale ed accogliente per far sentire il proprio cliente come un “ospite”.

 

Innovazione vs legislazione:

Il concetto di bar a tempo nasce probabilmente dalla conseguenza di un problema comune a molti bar, come ad esempio, primo fra tutti, Starbucks, che a causa delle reti Wi-fi gratuite si è trovato ad avere a che fare, sempre di più, con clienti che ordinavano un caffè e tenevano occupato il tavolo per ore, portando in cassa il guadagno di una sola consumazione. Di solito però un bar è per definizione “un locale dove si vendono cibi e bevande” e questa nuova tipologia non vende niente di tutto questo. I fondatori hanno realizzato uno spazio per lavorare come freelance o in coworking. Il rischio che corrono tutte le sedi è quello di essere sfrattate perché i proprietari del locale vedevano persone bere o mangiare all’interno di questo spazio oltre che lavorare. Per scongiurare tutto questo il fondatore, Ivan Mitin ha aperto un crowdsourcing per pagare gli stipendi dei dipendenti, bollette, tasse e modificare il piano commerciale. In un articolo il team di Ivan ringrazia tutti coloro che in numerosi hanno partecipato a questa raccolta fondi per far sì che il loro amato bar a Londra, non chiudesse per sempre.

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