Vivere di arte nel 2015 è possibile? Intervista a Daniela De Simone

Pubblicato da Andrea Pastore nella categoria Storie il 17/08/2015ultimo aggiornamento il 17/08/2015

Un viaggio nel mondo dell'arte insieme a Daniela De Simone, giovane artista salernitana che sta muovendo i primi passi in questo mondo e ci racconta la sua esperienza.

Vivere di arte nel 2015 è possibile? Intervista a Daniela De Simone

Il settore settore artistico è ancora poco esplorato dagli startupper, nonostante siamo uno dei paesi con la maggior concentrazione di opere arte nel mondo e il mercato dell'arte, nonostante la crisi, vale oltre 100 milioni di euro. Ma oggi quanto è difficile vivere di arte? Quella dell'artista è probabilmente la professione (se così si può chiamare) più affascinante che ci sia, ma anche una delle più difficili, che almeno all'inizio implica compensi bassi e tanto lavoro. Ne parliamo con Daniela De Simone, artista salernitana che dal 2014 ha deciso di dedicarsi esclusivamente all'arte.

Ciao Daniela, iniziamo con una domanda personale: come hai deciso di intraprendere la carriera artistica?
Ho sempre avuto una passione per quanto riguarda il mondo dell’arte, e del disegno in primis, si potrebbe dire che sia nata con una matita in mano! Ma avere una passione e scoprire di essere un artista sono due cose diverse. La seconda comprende la parte di responsabilità conseguente alla scoperta.
Io ho studiato al liceo artistico, all’accademia di belle arti e molte attività che ho realizzato sottolineano la componente artistica, ma vivere di arte è un’altra cosa. Gli artisti si trovano ad affrontare un mondo complesso, come tutti, in cui le leggi del mercato, il gusto del pubblico, la critica e molto altro influiscono sulla possibilità di farsi conoscere, di arrivare dove si vuole, o dove non si immagina. Per me essere artista vuol dire mettersi pienamente in discussione, affrontare la precarietà e il rischio che questo campo comporta, trovare a volte un compromesso fra il mio linguaggio e ciò che vado a proporre, e conoscere la realtà che mi circonda e che lì nel mondo dell’arte esiste.

Cosa deve fare un artista per farsi conoscere?
Credo sia difficile per un artista muoversi da solo, ma fondamentale è “conoscere le regole del gioco”: come funziona  il mercato dell’arte,  quello dei circuiti artistici e della pubblicità.
Credo che esporre le proprie opere sia il modo più semplice per farsi conoscere, per arrivare al pubblico, che si avvicina, osserva, trae le proprie conclusioni, ed in casi rarissimi acquista.
Ma tutto sta sempre nell’idea che l’artista ha di linguaggio e di pubblico: è importante chiarire a sé stessi quale sia la fascia di fruitori a cui si voglia arrivare, e quindi decidere che linguaggi utilizzare, e per quali canali passare. Quando parlo di canali intendo appunto enti, gallerie, per poi arrivare ai musei, alle esposizioni etc, oppure niente di tutto ciò, e viaggiare per strade alternative.
È fondamentale poi conoscere i punti chiave che servono a far girare il proprio nome e il proprio lavoro, come ad esempio esporre nelle mostre.

Come funziona il mercato delle esposizioni?
Esistono tante occasioni per esporre: alcune che hanno risonanza locale sono gratuite, alcuni eventi che hanno importanza nazionale sono a pagamento, ma possono dare una visibilità maggiore. Diverse volte mi è capitato di essere stata contattata tramite i miei canali social da organizzatori di eventi di importanza nazionale che mi proponevano di esporre le mie opere in location di prestigio.

Quanto è importante quindi esporre le proprie opere?
Nel mio caso specifico, credo solo in parte alle esposizioni fini a sé stesse: ho sviluppato col tempo la convinzione che l’esposizione debba essere più un’esperienza da vivere che qualcosa di passivo, qualcosa che trasporti le persone in un altro luogo rispetto al mondo che hanno lasciato pochi istanti prima di varcare la soglia del luogo interessato.
Quindi immagino più degli eventi in cui la componente artistica sia il trampolino di lancio per l’esperienza da vivere.
Anche nel caso di eventi che vedano l’interazione con lo spazio esterno, è importante dare un carattere definito all'esperienza, una linea guida e lasciare le persone libere di poter vivere tutto ciò.
Altro elemento fondamentale in questo senso sono gli “strumenti”; che dovrebbero essere a disposizione degli artisti nel muoversi verso il pubblico e nel mondo, e del pubblico per andare a relazionarsi con gli artisti, i loro linguaggi, la loro tecnica.

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