Il business della stampa 3D e uno sguardo sul futuro... a 4D

Pubblicato da Andrea Pastore nella categoria Idee nuove il 27/01/2016ultimo aggiornamento il 27/01/2016

Le stampanti 3d stanno rivoluzionando il modo di produrre in tanti settori, ed essendo una tecnologia nuova possono essere un'opportunità molto interessante.

Il business della stampa 3D e uno sguardo sul futuro... a 4D

Da alcuni anni rappresentano una delle innovazioni più interessanti: hanno rivoluzionato il modo in cui si realizzano prototipi (la Ford ha stampato in 3d i prototipi del volante della Ford GT, e si prepara ad un utilizzo ancora più esteso), i sistemi di produzione di molti settori e nel futuro rivoluzioneranno anche la medicina grazie alla stampa degli organi. Ma non solo: grazie alle stampanti 3D abbiamo la possibilità di realizzare un oggetto senza doverlo andare a comprare. Supponiamo di voler regalare a nostro figlio un modellino del supereroe preferito: potremmo scaricare il suo modello 3d da internet, e magari farlo assistere alla stampa... e il gioco è fatto! Al di la di quello che potrebbe essere sicuramente un bel regalo, le stampanti 3d offrono tante opportunità di nuovi business, vediamo le più interessanti.

Offrire un servizio di stampa 3D.
Le stampanti 3D non sono oggetti comuni, innanzitutto per il loro costo (si va dai 1500 euro della Sharebot NextGeneration ai 6.000-7.000 per le FDM, fino ai 6.500 euro della Z18 Makerbot); poi perché bisogna conoscerle bene (e conoscere bene i materiali con cui si stampa) per ottenere buoni risultati. Ma se ci s'impegna seriamente, ci si può ricavare un ottimo business. In genere, con un investimento di alcune migliaia di euro si può comprare una buona stampante 3D e provare a lanciarsi nel settore - a patto, però, d'intessere (già prima dell'acquisto) una fitta rete di contatti cui offrire, in seguito, servizi di stampa 3D altamente professionali.

Fare formazione sulla stampa 3d
Molte persone si stanno interessando alla stampa 3d, ma per stampare oggetti prorpi occorre imparare le tecniche della modellazione 3D. Se si hanno le conoscenze adatte si può valutare di offrire questo servizio, ovviamente unendo teoria e pratica per dare la possibilità agli allievi di impratichirsi con l'intero processo di stampa.

Vendere oggetti autoprodotti
I designer e i creativi sono quelli che possono trarre i maggiori vantaggi dalla stampa 3d. Chi sa usare i programmi di modellazione 3d potrà infatti creare qualsiasi cosa, dai ciondoli alle maschere dei supereroi, avendo come unico limite le dimensioni massime dell'oggetto date dalla propria stampante. Per la vendita si possono sfruttare i vari marketplace online come ebay o altri più specifici come Etsy, che riguarda esclusivamente l'artigianato.

Ed ora uno sguardo sul futuro: la stampa 4D

Già da tempo alle collaudate 2 dimensioni, con la stampa 3D ne è stata affiancata una terza, quella della profondità nello spazio. Ora, immaginate se una quarta dimensione – in questo caso, il tempo – dovesse “arraffare” quel che resta del nostro oggetto 3D e trasformarlo del tutto nella forma, nelle proprietà e sue conseguenti interazioni in base a determinate condizioni ambientali.
Nel mondo degli affari la stampa 4D è già realtà, e i suoi prodotti sono gli smart objects cui, già dal 2013, accennava Skylar Tibbits, direttore del Massachusetts Institute of Technology Self-Assembly Lab, che ha parlato di “materiali intelligenti” programmati per rispondere agli stimoli esterni e reagire di conseguenza.

Gli scienziati dell’Università di Wollongong non si sono fatti attendere, e hanno avviato varie sperimentazioni con un idrogel intelligente (valvola medica che si aziona con l’acqua), mentre il MIT ha applicato questa tecnologia anche a carbonio, gomma e legno. Il risultato? Materiali rivoluzionari che facilitano molto lo sfruttamento di risorse finora impensabili. Non solo un’utilità di carattere medico, dunque, ma anche di natura edilizia e ingegneristica, sfruttabile persino in ambito pubblico e militare.

Quanto ci si guadagna?
Un recente report di MarketsandMarkets ha valutato il mercato della stampa 4D fino a 60 milioni di dollari nel 2019 e 555 milioni nel 2025. Proprio nel momento storico in cui in Italia debutta Olo, la stampante 3D per smartphone inventata da Filippo Moroni e Pietro Gabriele, e il guadagno medio di un imprenditore munito di stampante 3D si assesta sui 1000 euro (e più) al mese. Viene da sé che, mentre il mercato si espande, c’è possibilità di guadagnarci facendo innovazione. Difficile che la “quarta dimensione” si riveli un flop: con un punto di partenza come questo si può solo migliorare. Si stima, inoltre, che tra il 2018 e il 2019 il suo utilizzo possa approdare all’ambito aerospaziale, specialmente sul fronte USA.

Come funziona?
Una stampante 4D si affida a precise coordinate geometriche e tiene conto di angoli, grandezza, dimensione, piegamento, torsione, caratteristiche e forma di ogni singola parte dell’oggetto prodotto. Autodesk attualmente è forse l’unica azienda pronta a fornire applicazioni funzionanti per i progetti da “somministrare” alle stampanti, che con le 4D saranno sempre più permeate da una dimensione “software” cui attingere per procurare i prodotti finiti.

Nuove invenzioni, nuovi problemi.
Non mancano i pessimisti già preoccupati del cattivo utilizzo che si potrebbe fare – specialmente in ambito militare – di questi strumenti. Ci affascina il progetto di apparecchi autoinstallanti e autosufficienti, quanto ci spaventa la possibilità di occultare armi e dispositivi non autorizzati. Ma senza rischi, lo si sa, la mente umana non ha mai viaggiato. Di certo, ciò che inizialmente poteva sembrare pura fantascienza adesso è realtà.

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