Deliveroo, la startup che ti consegna il cibo a casa

Pubblicato da Andrea Pastore nella categoria Startup il 05/06/2016

Dei ragazzi londinesi hanno creato una startup che estende il concetto di cibo da asporto anche ai ristoranti tradizionali, e ora Deliveroo si trova anche in Italia

Deliveroo, la startup che ti consegna il cibo a casa

Vi è ai capitato di voler ordinare qualcosa di diverso dalla solita pizza? Se si, saprete che i locali che offrono questo tipo di servizio non sono tantissimi, anche se stanno crescendo grazie a piattaforme come Just eat e simili. Oggi si affaccia un nuovo concorrente sulla scena, si chiama Deliveroo ed è una startup londinese che da qualche tempo è arrivata in Italia. Abbiamo fatto alcune domande a Matteo Sarzana, general manager per l'Italia di questa startup.

Ciao Matteo, com'è nata l'idea di Deliveroo?
Deliveroo è nata da un esigenza del nostro founder che si era trasferito da New York a Londra, e si è reso conto che a Londra non aveva la possibilita di ordinare cibo di qualità: l'offerta era limitata a pizze e kebab. Analizzando le motivazioni di questa mancanza di offerta, si è reso conto che la gestione del delivery era molto complessa e i ristoranti di fascia medio alta non potevano farsene carico direttamente.

Sulla scorta di questo insight Shu ha capito che c'era un'opportunità di creare un servizio che si occupasse sia della logistica, che del marketing, che del customer service per questi ristoranti, diventando, di fatto, il provider delle consegne a domicilio dei migliori ristoranti della città.

Qual è la differenza tra il vostro servizio e just eat?
 Il nostro servizio è molto diverso, le somiglianze si limitano al fatto che entrambi i prodotti servono per ricevere il cibo a casa. Just eat è un marketplace, mette in contatto solo la domanda e l'offerta. Deliveroo invece, è un servizio completo che, da un lato, include la consegna: abbiamo dei driver che prendono il cibo cucinato dal locale e lo consegnano a destinazione e tramite l'app si può anche monitorare in tempo reale il percorso del driver, dall'altro è l'unico punto di contatto che il consumatore ha, dal momento che ci occupiamo anche del customer service per i clienti e i ristoranti e del marketing per i ristoranti partner.

Uno dei vostri vanti è la puntualità, come avete fatto a creare un sistema sempre puntuale, nonostante la differenza che può esserci tra una città e un'altra?
Innanzitutto noi consegnamo prevalentemente quando la gente è a casa, quindi non negli orari di punta. Poi abbiamo sviluppato il concetto di zona, che è indipendente sia dai CAP che dalle zone già definite della città: ogni driver lavora esclusivamente all'interno di una determinata zona di competenza, e permette di offrire un servizio di qualità superiore in tutte le fasce orarie ed il rispetto dei tempi di consegna.

Quando è venuta in Italia Deliveroo?
Deliveroo è in Italia Il 2 novembre 2015, quando abbiamo inaugurato Milano. Il 15 marzo è stata la volta di Roma e a breve seguiranno altre città.

Qual è il vostro modello di business?
Ai nostri clienti che ordinano online chiediamo 2,50 € per la consegna, mentre dai ristoranti partner prendiamo una percentuale sullo scontrino incassato.

Come mai avete preferito aprire in tanti paesi diversi con poche città e non il contrario?
È una questione di massa critica, ci servono città grandi che fungano come basi operative e poi da quelle possiamo pensare a espanderci in città più piccole.

Quali sono i vostri obiettivi per il futuro?
 Nei prossimi mesi vogliamo aprire in nuove città, soprattutto vogliamo fare in modo che la gente pensi a Deliveroo come al servizio da chiamare quando ha voglia di gustare i piatti dei migliori ristoranti della città.

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